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Tutto è paesaggio.
Scorrono difronte ai nostri occhi immagini, sentiamo sapori, profumi.
Alcune sensazioni sfuggono, altre vengono fissate nella nostra memoria, involontariamente, magari riaffiorano senza un apparente motivo.
La visione frontale delle cose, suscita meccanismi consueti, scontati, di cui però si scopre il prezioso valore, quando c’è il rischio che vadano irreparabilmente perduti o contaminati.
Nel paesaggio, come nei rapporti con le persone, può essere interessante volgere lo sguardo a lato, dove le cose, la natura, si rivelano in modo inaspettato.
La marginalità, che si può cogliere non solo nel suo aspetto puramente figurativo, ma come condizione. La possiamo ritrovare in diverse forme nella quotidianità: nelle relazioni umane, nei luoghi che percorriamo, nel paesaggio.
Precarietà e meraviglia, strade sconosciute che vale la pena affrontare,senza pregiudizio, lasciandosi andare, come nella pittura, quando l’immagine si fa da sola.